Coaching e Riflessologia a Ferrara con Anita Alberti

Coaching e Riflessologia a Ferrara con Anita Alberti

La Riflessologia è una pratica molto antica, che attualmente rientra nella branca della medicina alternativa. Premendo e massaggiando determinati punti dei piedi e del palmo della mano si possono alleviare disturbi o patologie. Questo perchè vi corrispondono precisi organi o strutture nervose.

Va comunque sottolineato e specificato che permangono diversi dubbi sull’efficacia terapeutica di questa tecnica. E non devono pertanto essere sostituiti i trattamenti medici.

Si è accennato alle origini molto antiche della riflessologia. Una pratica simile era diffusa in Cina nel 4000 A.C. e addirittura nell’Antico Egitto. Una sorta di massaggio ai piedi con finalità terapeutiche era conosciuto anche nelle tribù indiane del Nord America. Facendo un grande salto avanti si arriva all’inizio del’ 900, esattamente nel 1913. Quando il medico statunitense Fitzgerald propose, per la prima volta, il concetto moderno di terapia zonale. Nel decennio che va dagli anni Trenta e Quaranta fu il fisioterapista Ingham a mappare l’intero corpo sulla pianta dei piedi e sul palmo delle mani. E a cambiare il nome il Riflessologia palmare e plantare. In Italia, in quegli stessi anni, anche il neurologo Giuseppe Calligaris ed il medico Nicola Gentile, se ne occuparono e ne furono considerati dei pionieri.

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Cosa rappresentano i piedi e le mani, dunque?

I piedi rappresentano il nostro avanzare nella vita, il nostro porci nel mondo, l’andare incontro all’altro e agli eventi, voluti o meno.

In India si venerano i piedi dei grandi Maestri. Ne viene onorato il cammino spirituale e così facendo se ne riconosce l’evoluzione raggiunta.

I piedi sono il simbolo di libertà, perchè permettono di muoversi e rappresentano il nostro progresso.

Il camminare eretti è una facoltà esclusiva dell’uomo, resa possibile dal calcagno e dalla curvatura della pianta del piede. Il calcagno è il primo osso che tocca il suolo terrestre. Ed è, quindi, in stretta relazione con la Madre Terra. Rappresentano così il nostro radicamento a terra.

I piedi, non solo hanno punti riflessi del nostro corpo, ma in essi sono anche presenti tutti i chakra!

Molte volte la nostra mente non è esattamente dove si trovano i nostri piedi. Nel senso che abbiamo spesso la testa altrove, senza vivere il qui ed ora. Noi esseri umani lasciamo le impronte del nostro passaggio sul pianeta. Proprio come fecero gli ominidi nell’isola di Creta, 5/7milioni di anni fa.

I piedi sono un importante centro secondario del primo chakra, il Muladhara. Attraverso di essi, le gambe e la base del bacino, salendo lungo la spina dorsale, la forza della Terra fluisce nel nostro corpo. Capiamo quindi quanto sia importante camminare a piedi scalzi!

E’ fondamentale permettere che il flusso energetico salga dalla terra al corpo. Ed è altrettanto fondamentale tenere liberi i canali che esso percorre, perchè le emozioni non espresse possono diventare blocchi, soprattutto ai piedi e alle ginocchia. Le emozioni, che nascono dalle nostre azioni, sono collegate al terzo chakra, il Manipura, di cui i piedi sono organi esecutori. Perchè con essi si realizza l’aspirazione a plasmare attivamente il mondo e la propria vita.

Il terzo chakra è il luogo delle emozioni, soprattutto della rabbia. Se i nostri sforzi per delimitare lo spazio intorno a noi sono accompagnati dalla paura o se veniamo spinti oltre un certo limite, possiamo lottare o fuggire. Cioè si attiva il nostro cervello rettile, quello più antico che ci ha permesso di arrivare sino ad oggi. La rabbia, che non viene espressa, è divorante. Ma se si utilizza la sua forte carica energetica si passa dalla frustrazione ad una potente determinazione da incanalare per raggiungere i nostri obiettivi prefissati. Che possono essere elaborati più dettagliatamente con il coaching.

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Le mani cosa rappresentano?

Le mani servono per eseguire un ordine, una funzione, rappresentano la nostra capacità di donare e ricevere. In ambito scolastico si parla di motricità fine. Cioè la capacità di poter eseguire lavori a maglia, all’uncinetto, il sapersi legare i lacci delle scarpe, plasmare il pongo.. Con le mani si crea, si cucina, si compone musica, si dipinge, si accarezza, si abbraccia qualcuno..

L’estremità di ciascun dito è un “punto sorgente”, di potenziale rinascita energetica: una vecchia dinamica può rigenerarsi e cambiare polarità. Le mani sono collegate all’identità. Fin dall’antichità si è cercato di capire la personalità dalla forma della mano, o il futuro, dall’ interpretazione delle linee sul palmo della mano.

Le braccia e le mani sono l’estroflessione del nostro torace. Sono organi esecutori del quarto chakra e non solo. Anche attraverso le mani lasciamo un segno del nostro passaggio. Proprio come gli uomini primitivi lasciarono le impronte sulle pareti delle grotte presenti in varie parti del mondo: Italia, Francia, Spagna..

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Il Coaching cosa rappresenta, da dove nasce?

Il termine inglese coach risale al 1400 ed era inteso come mezzo di trasporto, la carrozza trainata da cavalli. Ma le sue origini sono ben più antiche.

Socrate e Platone sono da considerarsi come i primi coach. Socrate diffuse come insegnamento fondamentale il famoso detto dell’Oracolo di Delfi “Conosci te stesso”: coltivare la propria capacità di orientarsi nel mondo attraverso la consapevolezza di sè e di quanto ci circonda.

Socrate poneva solo domande ai suoi interlocutori, non si permetteva di fornire risposte. Lasciando loro la possibilità di trovare la propria verità.

Platone, nel Teeteto, riporta l’insegnamento del suo maestro. Secondo cui il compito del filosofo non è quello di insegnare ma quello di applicare l’arte della Maieutica, l’arte dell’ostetricia. Cioè partire dalla propria verità che ognuno possiede.

Al giorno d’oggi siamo emotivamente analfabeti. Non riconosciamo le nostre emozioni, non ci permettiamo di viverle, soprattutto quelle negative. Purtroppo tutto questo crea blocchi e da qui alla malattia il passo è breve.

Tutto ciò accade non solo in rapporto a sè stessi, ma anche in relazione all’altro. Ci sono tipologie di persone che ciclicamente incontriamo e innescano sempre le stesse reazioni emotive, senza saperne il perchè, senza sapere che sono legate ad emozioni del passato. In realtà non è nel passato che dobbiamo stare ma nell’oggi e nel futuro, vedere oggi come vogliamo essere nel futuro. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione al proprio sentire, al proprio corpo e ai segnali che quest’ultimo ci invia.

Molte volte, ad esempio, conviviamo con un fastidioso mal di stomaco, prendiamo medicine. Ma poche volte ci soffermiamo a chiederci come mai, cosa non abbiamo digerito, non solo in senso fisico di cibo, ma anche di situazioni, cosa avrei potuto fare diversamente, cosa me lo ha impedito..

Coaching e Riflessologia a Ferrara con Anita Alberti

Non esistono domande giuste o sbagliate, esistono domande.

Le emozioni ristagnano nel corpo se non vengono lasciate andare. Ne siamo affezionati, diventano parte integrante di noi, fino a creare la nostra zona di comfort. Che non è detto sia la nostra “isola felice”, ma solo la zona che noi conosciamo e dentro la quale soffriamo, ma almeno conosciamo la natura di quella sofferenza. Decidiamo di starci, ci è nota, ciò che c’è là fuori ci fa ancora più paura!

La Riflessologia serve proprio a questo: a rilasciare le emozioni che stagnano, a riportare equilibrio all’organismo, a rilassarsi. E a poter vedere le situazioni sotto una luce del tutto nuova.

Sarebbe, perciò, opportuno chiedersi: “i miei piedi stanno davvero camminando verso i miei obiettivi? Le mie mani stanno effettivamente realizzando quanto era nei miei progetti?”